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lunedì 31 gennaio 2011

Certe volte non siamo migliori degli animali.C'è gente che sbraita e diventa rossa in faccia 

per nulla.Come un leone che ruggisce per far in modo che il suo branco lo segua.Ma noi, esseri

dotati di ragione, abbiamo davvero bisogno di un ruggito da seguire? Come mai ognuno di noi 

non riesce a camminare per la sua strada? Forse, dato che gli animali hanno uno standard da 

seguire, le vere bestie senza regole siamo NOi.
Capimmo che era finita. 


Mi baciò senza emozione e mi abbandonò. 


Dopo qualche metro ci girammo e ci guardammo per l'ultima 


volta, perché l'amore è un duello.

domenica 30 gennaio 2011

Comunque stanotte ti ho sognata. Sudavamo 


anche se faceva freddo. E tu mi raccontavi la 


tua vita, difficile da riassumere. E ti dicevo di 


smettere e tu smettevi. E ti sentivi fragile 


perchè lo sei. Ti nascondi ma con me non ce la 


fai. 
Teodora Zuppa Photographer

... dormo

mercoledì 19 gennaio 2011

La vera ricchezza


      Al suono della sveglia tutta la casa prese vita. Era una tiepida mattinata di marzo. Asia aprì gli occhi. La sua grande stanza era invasa dai copiosi raggi di sole. Questi riflettevano sul copriletto rosa confetto e coloravano, col loro riflesso, le pareti tinteggiante d’un candido bianco. Come di routine scese a fare colazione nella grande sala da pranzo, dove l’enorme lampadario di Swarovski faceva da padrone allo scenario. Consumò di fretta il suo latte caldo e si diresse a scuola accompagnata dal padre. Scese dalla macchina con la più invidiabile nonchalance, con gli occhi schivi di chi non ama conversare. Attraversò velocemente lo stretto sentiero che la conduceva all’ingresso e rapida entrò.  In classe Asia sedeva con Alessia, forse perché fosse l’unica in grado di farle pronunciare una sola parola. Infatti Alessia non era molto diversa da Asia, aveva lo stesso sguardo spento. Le loro conversazioni trattavano argomenti stabili: carte di credito, collezioni di bambole di finissima porcellana, vestiti delle migliori marche. Roba da gente con i soldi, troppi soldi.
Ginevra e Brigida erano due coetanee di Asia ed Alessia, stavano nella stessa classe. Qualche volta le due amiche si soffermavano ad ascoltare i discorsi di Asia e Alessia. Ne rimanevano quasi sconcertate, a volte provavano invidia. Le perfettine della situazione snobbavano Ginevra e Brigida poiché queste ultime non  godevano della stessa posizione sociale. Le due ragazzine ne soffrivano molto, non comprendevano il bisogno di badare a tali sottigliezze gerarchiche e vedevano nella loro semplicità un difetto. Nonostante ciò, quando il pomeriggio si incontravano per studiare insieme, non pensavano di certo alle due compagne: in quei momenti la loro fantasia faceva da padrona. Si inventavano, dopo lo studio, i giochi più fantasiosi: immaginavano di essere giovani e temerarie esploratrici, domatrici di tigri, rondini libere di volare in un cielo di future speranze.
Asia quel giorno tornò a casa da scuola e aprendo la porta sentì delle forti urla provenire dal salotto. Si affrettò. Da dietro la porta osservò litigare i suoi genitori. Sua madre, una bellissima donna sui trentacinque anni, piangeva disperatamente lanciando imprecazioni verso suo marito. Dopo pochi attimi capì di cosa parlavano. Da tre mesi a questa parte, suo padre, si assentava spesso la sera e tornava sempre a tarda notte col muso lungo, come se avesse passato l’ultimo dei suoi guai. La signora si era accorta di un certo calo di capitale nei conti bancari e si era chiesta una spiegazione. Aveva infatti scoperto che suo marito era implicato in un vasto giro di gioco d’azzardo. All’improvviso con un vocione che pareva quello d’un elefante il papà di Asia confessò che a breve sarebbero rimasti senza un centesimo. La sera prima si era addirittura giocato la proprietà delle case che, tramite i vari contratti d’affitto, garantivano il benessere economico della famiglia. Come se non bastasse nemmeno la casa che abitavano era più di loro proprietà, ne avrebbero pagato solo l’affitto perché anche quella era finita nel jackpot della serata.
Asia ascoltava tutto sconvolta. Ovviamente non si aspettava di essere aggiornata dei fatti, i suoi genitori non l’avevano mai informata sulle questioni economiche della famiglia. Asia cominciava a pensare al suo futuro. Era previsto un divorzio, sua madre non aveva lavorato fino ad allora e avrebbe detto addio all’abitudine di avere un guardaroba tanto vasto da sembrare quello di una star.
Il mattino seguente decise di confidarsi con Alessia che, considerato il radicale cambiamento in vista da parte della compagna, seppure solo economicamente parlando, la allontanò. Brigida e Ginevra, come del resto era di loro abitudine, avevano origliato anche quella conversazione provando compassione per Asia.
Molto presto Asia si trasferì in una piccolissima stanza dove lei e sua madre, che intanto aveva trovato un impiego come badante, vivevano in condizioni poco confortevoli. Seppure sua madre si impegnava per non farle mancare nulla, Asia manifestava il suo disagio in ogni contesto: a scuola di punto in bianco si accasciava sul banco e piangeva. Un po’ le mancava anche il suo papà, seppure fosse l’unico autore della sua infelicità. Intanto aveva creato un rapporto di complicità ed amicizia con la mamma, la quale era diventata la sua unica confidente.
 Pensò che a breve sarebbe stato il suo compleanno e questo pensiero le frantumava l’anima. Asia aveva sempre passato i suoi compleanni nelle più celebri capitali europee, quest’anno sarebbe toccato a Parigi. Brigida e Ginevra erano a conoscenza dell’imminenza del compleanno come della consecutiva imminenza del viaggio e pensarono di prepararle una sorpresa.
Nel periodo antecedente il fatidico momento, Asia concentrò tutto il  suo tempo libero nello studio. Ormai non aveva più motivi per essere felice, secondo lei. La sua collezione di bambole di pregiatissima porcellana era andata all’asta, voleva solo morire. Brigida e Ginevra ogni tanto provavano a rivolgerle la parola, ma Asia dava risposte secche. Ora il problema non era la differenza sul piano economico ma la sua incapacità a fidarsi di qualcuno in quanto la sua precedente esperienza d’amicizia non si era rivelata un granché. Le due ragazzine però avevano una gran voglia di vederla sorridere. Avevano infatti capito che Asia aveva solo bisogno di qualcuno per parlare e non sentirsi abbandonata in questa sua situazione di radicale ed improvviso cambiamento.
Il giorno 8 del mese di Aprile - quello era il giorno del compleanno di Asia - mentre Asia accendeva le candeline su un croissant insieme alla mamma, suonò lo stridulo  campanello. Eccole, Brigida e Ginevra con un sorriso a trecentosessanta gradi varcarono la soglia dell’umile stanzetta che era la casa di Asia. Senza nemmeno fare caso alla situazione di degrado che vivevano in quelle quattro aspre mura, le due ragazzine diedero ciascuna un bacetto sulla guancia ad Asia e le porsero tra le mani un sacchettino fucsia. Asia non sapeva cosa dire, le lacrime le ricoprirono le chiare guance ormai arrossate dalla timidezza quando aprì il regalo: era una bambola di porcellana, di quelle che piacevano a lei, ed in testa aveva un cappellino alla francese. Fu un po’ come se nella sua vita non fosse cambiato niente perché in realtà il suo cuore non era mai stato più ricco. Le sue nuove amiche le insegnarono a giocare con la fantasia, Asia volò fino a Parigi.
Quello non fu un semplice compleanno. Asia aveva delle amiche! Amiche vere! Le si erano avvicinate non solo nel momento in cui era popolare ma anche nel momento del bisogno. Asia non era sola, non più.

Anna Polvere

lunedì 17 gennaio 2011

Teodora Zuppa Photographer
Dust, Polvere.




Elemento inerte simbolo del nulla,


di qualcosa che è stato e non potrà mai più essere.


Continuerò ad essere Polvere, in quanto tale.


Aspetto solo che una folata di Vento mi spazzi via senza pietà.


Ma la vedo una realtà molto lontana…








Si, spaccami l' anima! Ne zampilleranno emozioni.





Mordila, strappala, ingoiala... 

E' commestibile, vai tranquillo... 

La digestione sarà il vero trauma...

Anna Polvere
Teodora Zuppa Photographer        

Mi piace pensare che la gente mi creda stupida. Infatti lo fa. Mi sta relativamente bene. 


A volte sembrare stupidi ti esonera da tanti problemi.!

giovedì 13 gennaio 2011

L'aforisma, la sentenza, sono le forme dell'eternità;


La mia ambizione è dire in dieci frasi quello che chiunque altro dice in un libro, 


quello che chiunque altro non dice in un libro.
 ( Nietzsche )

L'amore. Non è di uomo e donna, nè di uomo e uomo nè di donna e donna.

L'amore.


Teodora Zuppa Photographer




Credo sia una questione di occhi che si cercano,


mani che si tendono, 


menti che si attraggono,


corpi che si provocano.




E'questione di anime che s'incontrano e cuori che 


battono all' unisono.
Teodora Zuppa Photographer

Ti piace entrare nei miei sogni? 



                                   ... Adesso non ne uscirai più...






Sarà l'inferno quando cercherai di dimenticarmi, 

saranno ricordi semisbiaditi che oscillano tra 

amore e cattiveria...



                                   


              SONO INDELEBILE. 

-

Teodora Zuppa Photographer



Nelle tenebre carpisco un raggio di luce.... 



mi affretto, 


non riesco. 



Resto nel peccato.



Dust <3

mercoledì 12 gennaio 2011

E poi scopri che i Koala mangiano l'eucalipto!

E cominci a ridere....


Che bella medicina la risata, forse non risolve i problemi ma li nasconde, molto bene aggiungerei... 






Voglio ridere!!! Perché ridere mi fa stare bene.... mi darete 

della sciocca, della scema.... ma non mi interessa continuerò 

ridere per  dimenticare la tristezza... 

e di tristezza ce n'è se solo si pensa a quante sono state le 

sventure della vita..!! Vivo e rido cazzo! Si! Perché la 

sofferenza è un lusso che non mi posso permettere!!!

La chiamavano bocca di rosa...



La chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore, metteva l'amore,
la chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore sopra ogni cosa. 


Appena scese alla stazione
nel paesino di Sant'Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario.

C'è chi l'amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa né l'uno né l'altro
lei lo faceva per passione. 


Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie. 

E fu così che da un giorno all'altro
bocca di rosa si tirò addosso
l'ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l'osso.

Ma le comari di un paesino
non brillano certo in iniziativa
le contromisure fino a quel punto
si limitavano all'invettiva.

Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio. 


Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli, senza più voglie,
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto.

E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole argute:
"il furto d'amore sarà punito-
disse- dall'ordine costituito".

E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
"quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare".

E arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
e arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi.

Il cuore tenero non è una dote
di cui sian colmi i carabinieri
ma quella volta a prendere il treno
l'accompagnarono malvolentieri.

Alla stazione c'erano tutti
dal commissario al sagrestano
alla stazione c'erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano,

a salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese,
a salutare chi per un poco
portò l'amore nel paese.

C'era un cartello giallo
con una scritta nera
diceva "Addio bocca di rosa
con te se ne parte la primavera". 

Ma una notizia un po' originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall'arco scocca
vola veloce di bocca in bocca.

E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi mandò un bacio, chi gettò un fiore
chi si prenota per due ore.

Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un'estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione.

E con la Vergine in prima fila
e bocca di rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l'amore sacro e l'amor profano. 

Solitudine...

Foto by Anna Polvere ©
E' quando vedi il bicchiere sempre mezzo vuoto, quando il silenzio assordante della tua stanza accompagna le tue giornate, quando aspetti un abbraccio che non arriva mai, quando sei circondato dall'indifferenza totale...
 :(


Solitudine è anche paura di aprirsi, di farsi scoprire... In fin dei conti per rimanere davvero solo devi essere un individuo pessimo... 


Spacca tutto! Rompi le barriere! Sopprimi il rossore che ti si crea sulle guance quando vuoi esprimerti e non riesci... Arriverà sempre qualcuno, forse perché curioso, ad ascoltare le tue parole... Allora non sarai più troppo solo...©.